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Partecipatory GIS: metti un PDA in mano ad un pigmeo PDF Stampa E-mail
lunedì 14 maggio 2007

Un adattamento da un articolo su Very Spatial ci invita a riflettere sull'importanza di strumenti GIS in progetti partecipativi che coinvolgano direttamente popolazioni indigene: a volte l'uso di dispositivi portatili, affidati alle stesse comunità locali, si rivela più immediato ed in grado di fornire risultati migliori rispetto al ricorso alle immagini satellitari.

Un recente articolo comparso su BBC News riguardante il primo Forum Internazionale per le Popolazioni Indigene ha posto l’attenzione sull’uso di tecnologie GIS per la preservazione delle foreste pluviali e più in generale delle comunità dei pigmei.

Il gruppo DLH ha implementato un software ad-hoc riservato ad utenti non esperti ed ha raffinato l’uso di dispositivi PDA (Personal Digital Assistant) per un interessante progetto: i dati sono rilevati grazie al semplice tocco, su un dispositivo portatile appositamente configurato e munito di touch-screen, di simboli riconoscibili, cosa che avviene ad esempio ogni volta che viene incrociato un albero sacro, un sito adibito alla sepoltura, oppure un particolare albero che ospita bruchi in grado di sintetizzare “alternative proteiche” fondamentali per la dieta dei pigmei. L’esatta posizione degli elementi è salvata su dispositivo PDA grazie al ricorso a tecnologie GPS, arrivando dunque a produrre una completa panoramica della risorse della comunità indigena.

La comunità detiene completamente la proprietà dei diritti intellettuali sulle mappe prodotte, ed è coinvolta direttamente nel processo di produzione di mapping (sono loro ad andare sul campo). È una situazione che potrebbe rafforzare la posizione della comunità pigmea nei processi di negoziazione con la CIB (Industria Congolese del Legno, legata alla DLH, grossa società danese che proprio di produzione e commercio di legname si occupa).

È interessante infine la valutazione che New Agriculturist dà di questo progetto, osservando come l’utilizzo di dispositivi mobili di rilevamento, affidati direttamente alle popolazioni locali, consenta di mappare aree all’apparenza prive di insediamenti umani, poiché le immagini satellitari non consentono di identificare attività che si realizzano nel profondo della foresta.


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