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Implementazione di IDT
martedė 06 febbraio 2007
Indice articolo
Implementazione di IDT
1.Ambito di applicazione
2.Iniziative di standardizzazione prese in considerazione
3.Termini e definizioni
4.Abbreviazioni
5.IDT come framework indipendente dall
6.La vista dato-centrica di una IDT
7.I servizi in una IDT

Introduzione

Infrastrutture di Dati Territoriali (IDT) 

ImageLa proposta della Commissione Europea di una Direttiva che istituisca un’Infrastruttura di Dati Territoriali Europea (INSPIRE) (Commissione Europea 2004) definisce una IDT come l'insieme di

  • metadati, dati territoriali e servizi di dati territoriali;
  • servizi e tecnologie di rete;
  • accordi sulla condivisione, accesso ed uso;
  • meccanismi, processi e procedure di coordinamento e monitoraggio, costituiti, gestiti o resi disponibili in modalità interoperabile.

Questo Rapporto Tecnico pone l’attenzione sugli aspetti tecnici di una IDT, limitando quindi il termine IDT al concetto di infrastruttura tecnologica per dati e servizi territoriali, indipendente da piattaforme e implementazioni specifiche, basata su standard e specifiche. Il rapporto non considera una IDT come un sistema informativo progettato a priori, quanto piuttosto come un framework di sistemi informativi contenenti risorse che le varie parti intendono condividere. Il denominatore comune alle risorse di una IDT, siano esse dati o servizi, è la loro natura territoriale. E’ da tener presente che il framework è in costante evoluzione e, di conseguenza, evolvono anche i requisiti di standard e specifiche a supporto dell’implementazione di una IDT. 

A chi si rivolge

I destinatari di questo rapporto sono tutte quelle persone responsabili della creazione di frameworks per IDT, esperti coinvolti in INSPIRE, esperti di tecnologie dell’informazione, della comunicazione e in materia di e-government che hanno necessità di familiarizzare con l'informazione geografica ed i concetti relativi alla IDT, sviluppatori e redattori di standard.

Scopo del Rapporto

Questo rapporto ha un triplice scopo:

  • Identificare gli standard, le specifiche, i rapporti tecnici e linee guida necessari all’implementazione di una IDT Europea;
  • Fornire raccomandazioni circa l’opportunità che alcuni dei suddetti elementi possano diventare norme europee e, quindi, pianificare un percorso di future attività in ques’ottica;
  • Fornire raccomandazioni circa le misure necessarie per favorire l’implementazione e gestione di una IDT.

Struttura del Rapporto

Esiste molta documentazione sulle IDT. Questo Rapporto si riferisce a tale materiale ed intende organizzarlo. I criteri utilizzati per determinare se inserire o meno un particolare standard o specifica nel presente Rapporto sono:

  • La pubblicazione è di natura non-proprietaria, e
  • La pubblicazione affronta un aspetto di una IDT.

In base alle suddette considerazioni ed a discussioni nell’ambito del WG5 (SDI) del CEN/TC 287, è stata presa in considerazione la seguente documentazione:

  • Documenti prodotti da ISO/TC211 (ISO/TC 211, 2005);
  • Documenti prodotti dall’Open Geospatial Consortium (OGC), incluso l’OpenGIS Reference Model (ORM) (OGC, 2003);
  • INSPIRE Architecture and Standards Position Paper (Smits, 2002);
  • Geospatial Interoperability Reference Model (GIRM) (Evans, 2003);
  • Rapporto interno al WG5 del CEN/TC 287 sull’uso di standard in progetti di IDT (Agosto 2004);
  • Linee guida nazionali basate sulla serie di standard (EN) ISO 19100.

I capitoli da 1 a 5 sono di natura introduttiva: i primi quattro si concentrano sullo scopo, le iniziative di standardizzazione prese in considerazione, termini e definizioni, simboli e termini abbreviati. Il capitolo 5 spiega cosa è una IDT.

I capitoli successivi trattano i punti focali per una IDT Europea. I capitoli 6 e 7 forniscono rispettivamente una visione sulle IDT orientata ai dati ed una orientata ai servizi. Entrambe le viste sono poi integrate nel Modello di Riferimento per una IDT (capitolo 8). Il capitolo 9 tratta l’adattabilità culturale e multi-linguistica, seguito da un capitolo dedicato ai geo-portali (capitolo 10). Il capitolo 11 fornisce alcune considerazioni di rilievo per l’implementazione di una IDT. Il capitolo 12 identifica quegli aspetti delle IDT attualmente non trattati dagli standard.

In breve 

Affinché uno standard od una specifica sia utile all’implementazione di una IDT Europea, è necessario poter facilmente identificare quale standard è di rilievo per una particolare situazione e che lo standard stesso sia non ambiguo. Questo Rapporto Tecnico fornisce un framework per l’individuazione di standard e dà una serie di raccomandazioni con lo scopo di migliorare l’interoperabilità tra sistemi informativi che forniscono dati e servizi a supporto di una IDT. I paragrafi seguenti riassumono le raccomandazioni di questo Rapporto Tecnico.

Documenti e standard raccomandati

Gli standard e i documenti di cui si raccomanda l’uso nell’ambito delle IDT in Europa sono sottolineati nel Modello di Riferimento (capitolo 8). Non sono sottolineati quegli standard che, sebbene possano essere molto utili ed utilizzati in alcune comunità, non vengono considerati come componenti principali di una IDT Europea.

Questo Rapporto Tecnico incoraggia l’industria software attiva nel settore dell’informazione geografica a supportare gli standard per la creazione e gestione dell’informazione geografica stessa e ad implementare nei propri prodotti specifiche di interfaccia appropriate. Allo stesso tempo, si raccomanda che gli standard di rilievo siano usati negli appalti pubblici e che le esperienze relative all’implementazione degli stessi vengano riportate ai vari organismi di standardizzazione.

Registri

Per la realizzazione di una IDT in Europa si raccomanda di istituire una o più Autority di Registrazione.

Una IDT ha necessità di una cornice di riferimento, come ogni altro sistema informativo distribuito. Una cornice di riferimento consiste di un’aggregazione di dati necessari a diverse componenti dei sistemi informativi. In un contesto IDT, la cornice di riferimento riguarda:

  • Unità di misura;
  • Sistemi di riferimento di coordinate;
  • Lista codici (codelist);
  • Dizionari delle feature (vedi ISO 19126);
  • Cataloghi delle feature (vedi ISO 19110);
  • Cataloghi di rappresentazione (portrayal) e relativi registri di simboli.

 Si raccomanda l’istituzione di registri per tutti gli elementi informativi sopracitati, per i dati geografici e per:

  • Adattabilità culturale e linguistica degli elementi di metadati;
  • Modelli dati comuni europei;
  • Dati nazionali di interesse per comunità di frontiera o in contesti multilingue.

Bisognerebbe identificare o sviluppare degli standard appropriati per i registri dei dati geografici ed informativi. I registri dovrebbero essere conformi allo standard ISO 19135, Geographic information — Procedures for registration of geographic information items.

Al fine di abilitare l’adattabilità culturale e linguistica (Cultural and Linguistical Adaptability - CLA) di metadati e modelli dati comuni, si raccomanda di usare nomi e codici univoci per gli elementi geografici ed informativi (es. tipo di feature). Una serie di suggerimenti pratici relativi all'adattabilità culturale e lingiustica sono forniti nel capitolo 9.

Dati

  • Per la ESDI (IDT europea) si promuove l’approccio model-driven.
  • Gli identificatori univoci da utilizzare in una IDT Europea dovrebbero essere composti di namespace e Universally Unique Identifier (UUID).
  • ISO 19109 e relativi standard sono promossi come regole ESDI per la specificazione della semantica e delle strutture dati.
  • Diagrammi a classi UML, secondo ISO/TS 19103, come linguaggio di schema concettuale per ESDI.
  • ISO 19136 (GML) è promosso come metodo di codifica per il trasferimento di dati geografici.
  • ISO 19139 è promosso come metodo di codifica per il trasferimento di informazioni relative a dati territoriali quali metadati, cataloghi di entità, dizionari di dati, …

Servizi

Questo Rapporto Tecnico raccomanda che tutti i servizi vengano classificati secondo la tassonomia ISO 19119.

Questo Rapporto Tecnico raccomanda l’utilizzo di un’architettura basata su servizi Web Service (Web Service Architecture - WSA), inclusi WSDL, SOAP, UDDI e XML quando i seguenti elementi siano considerati importanti:

  • Le componenti dei sistemi informativi lavorano su piattaforme diverse;
  • Il sistema consiste di componenti provenienti da fornitori diversi;
  • Il servizio deve essere pubblicato e reso disponibile su internet;
  • Wrapping di servizi esistenti qualora questi siano esposti come Web Service;
  • Rendere i servizi esistenti disponibili per altre applicazioni su altre piattaforme.

Non è appropriato utilizzare WSA per trasferire grossi set di dati.

 

Linguaggi di Schema Concettuali

Questo Rapporto Tecnico incoraggia l’uso dell’UML.

Se una comunità informativa utilizza un linguaggio di schema concettuale (Conceptual Schema Language - CSL) diverso dall’UML, è responsabilità della stessa comunità mappare l’ISO General Feature Model al meta-modello del linguaggio scelto e di gestire le regole di mappatura nel rispetto dello statement di conformità di ISO/TS 19103:

Schemi non-UML dovranno considerarsi conformi qualora esista una mappatura ben definite tra il modello nel linguaggio sorgente e l’equivalente modello in UML e che questo modello in UML sia conforme.

Al fine di fornire uno schema applicativo GML, lo schema applicativo dovrebbe essere realizzato applicando un linguaggio di schema concettuale e lo schema applicativo GML dovrebbe essere derivato da tale modello concettuale applicando le regole di mappatura dall’UML così come descritto nell’allegato E di ISO 19136.

 

Test di conformità

Si raccomanda di istituire un’Autorità di Conformità a livello europeo, incaricata dei test di conformità di implementazioni di elementi di IDT in Europa.

 

Roadmap per nuove attività

Si raccomanda che CEN/TC 287, in collaborazione con ISO/TC 211 e OGC, avvii nuove attività in relazione ai seguenti punti::

  • Server di cataloghi;
  • Codifica XML per la rappresentazione (portrayal);
  • Aspetti di qualità dei servizi;
  • Standard per registri di elementi geografici, in funzione dei progressi di ISO 19126;
  • Digital Rights Management;
  • Uso di servizi web per il trasferimento di grandi dataset;

Si raccomanda, inoltre, che uno standard o specifica sia implementato e testato prima di diventare obbligatorio in qualsiasi legislazione europea o nazionale.

L'esperienze pratica nell’implementazione di uno specifico standard potrebbe evidenzare la necessità di profili specificatamente europei.

Ad esempio, sulla base di esperimenti di interoperabilità, CEN/TC 287 ha riscontrato la necessità di profili europei EN ISO 19115 (per i metadati)  e ISO 19128 (per l'interfaccia Web Map Server) al fine di migliorare l’interoperabilità in Europa, ed ha iniziato a lavorare su questi argomenti.



 
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