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870 MEuro per la difesa del suolo PDF Stampa E-mail
martedì 07 febbraio 2006

Al via il Piano Straordinario di Telerilevamento ad Alta Precisione per le aree a rischio idrogeologico in Italia, un'attività che si inserisce nel quadro di cospicui finanziamenti alle Regioni per azioni di difesa del suolo. Risulta necessario analizzare le attuali potenzialità per non perdere future occasioni di sostegno a progetti GIS/RS.

L’Italia delle frane e delle alluvioni si può sintetizzare in questi numeri: circa il 10% del territorio soffre di rischio idrogeologico più elevato, che interessa oltre il 78% dei Comuni.


Quali le linee di intervento a livello nazionale?

Ad oggi sono stati approvati ed adottati 19 Piani di Assetto Idrogeologico (PAI), lo strumento di pianificazione territoriale finalizzato alla prevenzione del rischio frane, alluvioni e valanghe. Sono inoltre stati adottati 14 progetti di PAI e 5 progetti sono predisposti o in corso di predisposizione.
Per portare avanti gli interventi necessari per la difesa del suolo ed evitare il rischio frane ed alluvioni sono stati trasferiti alle Regioni e alle Autorità di bacino dal 2001 ad oggi 870 milioni di euro e 157 milioni di euro sono stati stanziati per più di 130 comuni. A questi si devono aggiungere i fondi relativi agli Accordi di Programma Quadro per la difesa del suolo (fondi del Ministero dell’Economia) per un ammontare di oltre 1,1 miliardi di euro dal 2001 al 2005, ripartiti secondo le necessità strategiche di sviluppo regionale (13 Regioni).

La speranza è dunque quella che tale ingente flusso di risorse possa tradursi, mediato presumibilmente dalla rete di Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente (ARPA), in progetti integrati GIS/RS. Se si pensa che la sola Lombardia, secondo la sopracitata ripartizione proporzionale, potrebbe godere di circa 80 milioni di euro, si può avere idea delle potenzialità attuali.

Qualcosa si è già attivato.

Si sta aggiornando infatti l’attività di mappatura del territorio italiano a rischio idrogeologico. L’ultimo rilevamento censisce circa 28000 kmq di superficie a più elevato rischio idrogeologico di cui 16000 kmq per frane e 12000 kmq per alluvioni. Questa attività si integra con il monitoraggio riguardante la pianificazione di area vasta di competenza provinciale. A tale riguardo è stato siglato un Accordo di Programma con l’Unione delle Province Italiane (UPI).
Per consentire una presa di coscienza da parte delle comunità interessate e quindi sensibilizzare non più solo “gli addetti ai lavori” ma le popolazioni direttamente coinvolte rispetto alle problematiche connesse al dissesto idrogeologico, il Ministero dell’Ambiente ha reso inoltre disponibile sul sito internet del Portale Cartografico Nazionale (
www.atlanteitaliano.it) la mappatura delle aree interessate da situazioni, reali o potenziali, di rischio idrogeologico più elevato.

Recentemente è stato però dato il via al Piano Straordinario di Telerilevamento ad Alta Precisione per le aree a rischio idrogeologico, previsto dall’articolo 27 della Legge n.179/2002, attraverso la sottoscrizione da parte del Ministero dell’Ambiente, della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero della Difesa di un Accordo di Programma, attualmente all’esame della Conferenza Permanente Stato - Regioni per l’approvazione.

Indubbiamente un ottimo modo per iniziare a “spendere” gli 870 milioni di euro previsti, ma rimane il dubbio che le autorità competenti a livello regionale, le ARPA innanzitutto ma non solo, non stiano adeguatamente sondando tale immediato canale di finanziamento.


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